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Lo sport e la vista: ecco come la usiamo

23 settembre 2016
Redazione

Lo sport è fondamentale per un buon benessere complessivo: del corpo, dei sensi, della mente. Si può praticare a qualsiasi livello e in qualsiasi momento: salire le scale, senza prendere l’ascensore è già sport, camminare e cambiare raggio di visione è sport. E la vista, in qualsiasi attività sportiva, è fondamentale. Ci sono degli aspetti della vista che, costantemente, rientrano nel movimento base degli sport che tutti vediamo sui giornali. Ecco qualche esempio interessante.

  1. Accuratezza del movimento – GINNASTICA ARTISTICA
    Avete in mente i meravigliosi anelli, la sbarra, il corpo libero? Insomma, quello sport a cinque cerchi che ci affascina ogni volta che ci sono le Olimpiadi? Bene, per praticare la ginnastica artistica, per volteggiare tra terra e aria, l’atleta deve avere una coscienza del suo corpo totale, deve essere dotato di una grande velocità e di una mobilità articolare pressoché perfetta. Il fine? La coordinazione. La bellezza del movimento alla quale seguirà il punteggio della giuria e il podio finale. E quando si parla di coordinazione, si parla anche di accuratezza del movimento, perché basta un millimetro, una mano appoggiata dove non deve, un piede un po’ più in là o una spalla storta per far fallire un esercizio.
  2. Coordinazione occhio-piede – CALCIO
    Il rapporto tra occhio e piede, nel calcio, è fondamentale, anche se spesso lo diamo per scontato. Tra le due parti del corpo, deve esserci una correlazione precisa per colpire la palla perfettamente, nel punto in cui si desidera colpirla. E senza questa coordinazione “occhio-piede”, la palla non verrà calciata al centro o al lato, a seconda delle intenzioni. Non avere una coordinazione perfetta tra piede e occhio non permetterà di dare alla palla l’effetto sperato e addio sogni di gol o di assist vincenti. La stessa cosa vale per il volley. Semplicemente il rapporto è tra la vista e la mano e non tra la vista e il piede.
  3. Visione periferica – NUOTO
    Avere la percezione della posizione degli avversari è importante. Per andare più veloci di loro, per esempio, nel nuoto. E la visione periferica è parte integrante dell’allenamento. Vedere, durante la bracciata, la posizione del proprio avversario con “la coda dell’occhio” dona consapevolezza all’atleta, in questo caso al nuotatore. E allenare la visione periferica, insieme a tutto il resto, è importante per una buona prestazione.
  4. Visione in profondità – VOLLEY
    Pensate al servizio nella pallavolo. Ad una palla che, grazie ad un gesto più o meno complesso (la battuta), parte dal campo avversario e arriva nel proprio campo. Una palla che non deve, assolutamente, cadere per terra. La palla è frontale, sia nel gesto della battuta, sia in quello della ricezione. Parte dalla linea di fondo, a 9 metri dalla rete, e finisce nel campo avversario, dove la palla ha ancora 81 metri quadrati per cadere. In questo caso, è fondamentale vederci bene in profondità. Capire esattamente quando la palla tocca la mano dell’avversario dopo il fischio dell’arbitro e per capire quanto tempo ci metterà ad oltrepassare la rete. Inutile quasi dirlo: più veloce sarà la palla, più difficile sarà la ricezione. Prima si capirà la direzione della palla, meglio la si riceverà con tutta a prosecuzione del gioco.
  5. Integrazione sensoriale – 100 METRI ATLETICA LEGGERA.
    La vista, spesso, deve essere integrata con altri sensi. Provate a pensare ad una gara di velocità, che si tratti dei 100 metri, dei 200 o del giro di pista dei 400 metri. Ad una visione esatta del terreno, della curva, delle corsie, bisogna aggiungere una reattività sonora, una velocità che deve sprigionarsi al momento dello sparo. E la vista, unita ad altri sensi, diventa fondamentale per una buona prestazione fisica.

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