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5 consigli per rientrare (a scuola) dalle vacanze con serenità

29 agosto 2016
Redazione

Se tornare da quindici giorni di ferie è complicato per tutti, figuriamoci quanto può essere traumatico per un bambino rientrare in classe dopo tre mesi di oratorio feriale, centro estivo, mare, montagna, attività sportive, pranzi con i nonni e, perché no, dopo un periodo di benedetto ozio. È complicato, ce lo ricordiamo? Rimettersi il grembiule, per chi lo porta, pensare ai compiti, ai voti, vedere i compagni cambiati, guardarsi allo specchio e trovarsi più grandi di un anno. Il giorno del rientro a scuola è il capodanno dell’infanzia e della prima giovinezza, non pensate? E allora, diamo una mano i nostri ragazzi a tornare a scuola nella maniera meno traumatica possibile. Ecco 5 consigli.

  1. Fate acquisti in cartoleria con loro. Partiamo dal presupposto che in cartoleria bisogna andarci per forza. Se la cartelletta di plastica che gli studenti usano per educazione artistica può durare diversi anni, lo stesso non vale per i quaderni, per quel righello smangiato al centimetro zero, per quell’evidenziatore che non funziona più e quella gomma piena di sabbia. Portateli in cartoleria con voi e fate loro scegliere l’attrezzatura che dovranno utilizzare per tutto l’anno. Con parsimonia e senso educativo, per carità.
  2. Portateli dall’ottico. Vederci bene, a scuola in particolare, è fondamentale. E in un periodo di pausa come l’estate, può succedere di tutto: di alzarsi di sette centimetri, di vedersi crescere i capelli, la barba, di ingrassare o dimagrire. D’estate si cambia. E anche la visione e il benessere della propria vista possono modificarsi. Possono manifestarsi dei difetti che prima non c’erano, si possono perdere diottrie. E allora, un esame della vista per i vostri ragazzi, prima di rientrare a scuola, è un’ottima idea. Vedere bene alla lavagna, che sia di gesso o luminosa, è importante. Leggere correttamente, vederci bene sono due azioni che stanno alla base di un corretto apprendimento.
  3. Un programma umano dei compiti. Sono davvero pochi i ragazzi che fanno tutti i compiti in tempo per l’inizio della scuola. Solo i più diligenti o quelli con un genitore particolarmente attento – e diciamocelo, invasivo – riescono ad arrivare al primo giorno di scuola con matematica finita, con tutte le versioni tradotte, con tutti i libri letti. E allora, se proprio volete dar loro una mano, consigliate ai vostri ragazzi di fare un programma – o fatelo con loro, rispettando i ruoli – che rispecchi il necessario equilibrio di una vita serena, a seconda del tempo che li divide dal rientro a scuola. Le rincorse van fatte con intelligenza ed equità. Quindi spazio ai compiti dell’ultimo minuto, certo, ma senza esagerare e con metodo.
  4. No al terzo grado. Una cosa che stressa i ragazzi, di qualsiasi età scolastica, è l’interesse del proprio genitore per il resto della classe, per gente che magari mamma e papà neanche conoscono, se non di nome. “Ma gli altri han letto tutti i libri che c’erano da leggere?” o ancora “Dove ti sei messo di banco?”, “Dove sono stati in vacanza i tuoi compagni?”, “Ma sei l’unico che copia gli esercizi di matematica?”. Ma che te frega, mamma? sarebbe la risposta più consona. Favorite il rientro a scuola amichevole dei vostri figli, non quello del confronto. La scuola mette nello stesso luogo, per ovvie ragioni organizzative, persone con diverse capacità, appartenenti a ceti differenti, con genitori spesso atipici, altre volte tradizionali, dalle possibilità economiche più disparate. Lasciate che rientrino nel loro habitat senza che voi facciate differenziazioni di qualsiasi tipo.
  5. Anno nuovo, impegno nuovo. Aiutate i vostri figli a stare lontani dal cellulare. Tornare a scuola significa, implicitamente e non solo, ricominciare da capo. Tornare tra i banchi, tornare a studiare, non dimentichiamolo, significa ricominciare a lavorare per un futuro migliore. E allora, proponete ai vostri figli un’abitudine nuova, una regoletta inedita che possa giovare al loro studio ma, in generale, al loro benessere. Aiutateli a stare lontano dal cellulare in maniera sistematica, a vivere il telefono come un oggetto interessante e utile e non come una prosecuzione del braccio, per esempio. Come? Non fatelo voi per primi e non siate bruschi nel spiegare le vostre ragioni. Aiutateli a vivere la tecnologia serenamente e aiutate anche voi stessi. Per il benessere dei vostri occhi e per il vostro equilibrio psicologico.

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