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Bio-ispirazione: i calamari sono i camaleonti del mare

24 giugno 2016
Redazione

I calamari, così come le seppie e tutti i loro parenti, sanno mimetizzarsi al pari di un camaleonte. Si potrebbe quasi azzardare che il calamaro è il camaleonte del mare, degli abissi, con i suoi colori meravigliosi e naturali (insomma, non finiscono solo in frittura, fortunatamente per loro). I calamari e i polpi sanno infatti cambiare postura e colore per assomigliare agli oggetti che hanno nei paraggi e, di fatto, si tratta di un metodo per sfuggire ai pericoli e ai predatori. Ma come fanno? Come fanno i calamari a trasformare il proprio “corpo”, sia nel colore sia nella forma, a favore di quello che hanno accanto? Una prima risposta è da ricercare nella vista. I calamari, i polipi e le seppie sono in grado di utilizzare le informazioni visive per riprodurre esattamente quel che stanno vedendo e immagazzinando come immagine, adattandolo alla propria materia. Pensate a quale meraviglia incredibile sarebbe se anche gli umani sapessero farlo: guardare una pianta e trasformarsi in una pianta o fissare Elsiabetta Canalis e diventare bella come lei. A parte la parentesi gossippara, la tecnica dei calamari è davvero utilissima alla scienza.  Lo spiegano importanti studiosi come Roger Hanlon del Marine Biological Laboratory del Massachusetts: "Il mimetismo è uno dei soggetti meno studiati in biologia. Sarebbe bello se il nostro studio incoraggiasse la gente a osservare questo comportamento in altri animali", dice Hanlon, il cui studio è stato pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences.
Un gruppo di scienziati del Massachusetts Institute of Technology (MIT) ha creato, infine, un materiale sintetico in grado di modificare il proprio colore e la propria fluorescenza esattamente come riescono a fare i cefalopodi, utilizzabile nell’ambito del rivestimento delle barche, per esempio.

Fonte National Gepraphic

 

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