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Avere coltelli più affilati? Studiando i ricci si può

11 maggio 2016
Redazione

Quante volte, in una settimana, vi viene in mente che i vostri coltelli avrebbero bisogno di una bella affilata? Non tagliano più, le punte sono quasi arrotondate e, diciamocelo, anche mangiare una pizza è diventato complicato a casa vostra! Certo, si potrebbe sempre andare a comprarne di nuovi, di coltelli. E poi, una volta che questi si consumano e diventano dei morbidi pezzi di ferro, rifarlo di nuovo: uscire e ricomprarli. Però, che costi, non trovate?!
È questo il bisogno delle cucine moderne al quale i ricercatori stanno cercando di dare una risposta esauriente e, perché no, definitiva. Come? Osservando i ricci di mare. Sì, quegli esseri che vivono sugli scogli, che qualcuno ama mangiare per quel loro gusto sopraffino, che qualcuno ama solamente guardare e osservare, per via della loro polpa colorata e delle loro forme particolarmente eccentriche.
Un aspetto dei ricci di mare che sicuramente non risulta simpatico, invece, è dato dalle loro spine appuntite e affilatissime dalle quali è bene tenersi lontani il più possibile, se non si vuole uscirne feriti.
Ma con l’osservazione e la voglia di lasciarsi bio-ispirare, c’è chi vuole scoprire come fanno i ricci di mare a mantenere le loro spine in questo stato di grazia con l’obiettivo di portare questi principi naturali nelle industrie di coltelli e, più in generale, di lame. Il riccio scava nella roccia per ottenere un’insenatura e proteggersi così dalle onde del mare e dai predatori. Grazie a questo processo, i ricci rispondono alla loro necessità di protezione che mettono in pratica usando le loro spine affilate. Un circolo virtuoso come solo la natura sa fare.

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